I Larici, una grande contrada prima di Erbezzo a 950 metri sul livello del mare, una volta ospitava una sartoria, a detta di qualcuno, la più famosa di tutta la Lessinia. Le sorelle Menegazzi erano famose per la loro maestria sartoriale e per la loro ospitalità.
Dopo oltre quarant’anni di abbandono, oggi Contrada Larici, completamente ristrutturata nel modo più conservativo possibile, ha ripreso vita grazie a Paolo e Cristiana che pieni di entusiasmo e mille idee vogliono far conoscere questa magnifica realtà e la storia di questo posto.
La facciata della contrada ospita un affresco raffigurante la Madonna della Corona, come anche una meridiana e la vecchia scritta “Contrada Larici” Comune di Erbezzo, sapientemente restaurati da Francesca, una restauratrice di Mantova. Molto interessante è anche la storia del pittore della Madonna della Corona. Si chiamava Celestino dal Barco, soprannominato anche il “Madonàr delle figure con gli occhi chiusi”, che in Lessinia ha dipinto più di 200 affreschi tra il 1880 e il 1902 (dal libro “Pitture murali in Lessinia).
La contrada è circondata da 5 ettari di terreno, di cui 4 di pascolo e uno di bosco che sono stati spassionatamente ripuliti dopo decenni di abbandono. Ora questi terreni ospitano un campo di Lavanda da 1.000 metri quadri e un frutteto con meli, peri e susini di varietà antiche. Il bosco è stato ripulito e adornato con creazioni di legno e pietre ed è stato creato un sentierino che lo attraversa e in 10 minuti porta al paese di Erbezzo.
Nella Corte troviamo poi un antico arbio scolpito tutto d’un pezzo da un blocco di pietra “rosso Verona” riportante le iniziali MF (Menegazzi Fortunato) e l’anno 1887. Degno di nota è anche il muraglione di pietra alto circa 5 metri costruito allora per ospitare un pozzo intonacato molto ampio per contenere l’acqua piovana recuperata dai tetti. Sul retro della casa si trova un secondo pozzo molto interessante perché ha le pietre a vista. La ristrutturazione ha previsto di far convogliare le acque meteoriche di nuovo nel pozzo che verrà utilizzato per irrigare l’orto.
L’orto, situato ai piedi del muraglione, esposto pienamente a sud e protetto dai venti, dai racconti dei visitatori, è sempre stato curato ed accudito “dalla Gina”. Anche lui ha ripreso vita dopo oltre venti anni di abbandono, grazie a Paolo e Cristiana che coltivano l’orto e lo abbelliscono con tanti fiori come da tradizione.
Un’altra particolarità di questa Contrada è l’ampia metratura della stalla e del fienile, che per quell’epoca era una rarità. E’ rarissimo infatti trovare locali da ca. 8 metri per 8 per quest’epoca in Lessinia. Infatti la stalla ospitava già 16 cuccette per le vacche. Questi due locali, sapientemente ristrutturati e ben coibentati, mantengono al loro interno una bella parete in “faccia a vista” per poter ammirare la tecnica costruttiva dell’epoca. Queste due sale sono il centro nevralgico della Contrada, ospitando al loro interno corsi che spaziano dall’agricoltura al mondo olistico, eventi come degustazioni di prodotti locali, lavorazione di prodotti agricoli come l’estrazione dell’olio di Lavanda, mostre, incontri culturali, presentazioni di libri, e molto altro.
Un altro ambiente, la vecchia stalla dell’asino, nella quale si possono ammirare gli antichi marmi delle porte, come anche gli appoggi in pietra delle travi dei solai di una volta, è messe a disposizione per incontri per piccoli gruppi e per serate a tema per raccontare storie di altri tempi ridando vita alla tradizione del “filò”.
Le antiche lastre di pietra dei pavimenti e del tetto sono state recuperate e valorizzate utilizzandole come camminamento/marciapiede attorno al fabbricato come anche altri elementi architettonici tipici sono stati sapientemente integrati per dare valore alla ristrutturazione.
La contrada
